<<<<<
Commento alla prima domenica di Avvento
La pagina del Vangelo odierno ci parla della venuta di Gesù come giudice alla fine
della storia. Nel descrivere questo evento Gesù sottolinea tre concetti: l’incertezza
dell’ora, il giudizio che irrompe all’improvviso e opera la separazione per la salvezza
o per la rovina, la necessita della vigilanza. Con riferimento all’incertezza Egli richiama il diluvio, il quale accadde all’improvviso e l’arrivo del ladro notturno, che
viene quando il padrone della casa non se lo aspetta. L’irrompere improvviso del
giudizio è illustrato tramite due quadretti in cui compaiono rispettivamente due uomini e due donne intenti al loro lavoro quotidiano. Due uomini saranno nel campo:
uno sarà preso e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e
l’altra lasciata.
Circa la vigilanza Gesù sottolinea la necessità di stare pronti, di stare continuamente
in attesa. Ciò che è incerto può sopraggiungere in ogni momento.
La Liturgia mira a riaccendere in noi il desiderio dell’ attesa del ritorno del Signore.
L’avvento è tempo del desiderio del Signore. Colui che celebriamo come venuto nella
carne (a Natale) è colui che attendiamo come il veniente nella gloria. Egli stesso ci ha
promesso che tornerà. La tentazione che può entrare nel cuore del cristiano è quella di
non attendere e quindi di vivere come se dovessimo restare per sempre in questo
mondo. L’attesa ci spinge oltre questa prospettiva. Attendiamo il Signore vigilando.
La vigilanza non è evasione dalla storia, ma impegno nella storia. La storia è il luogo
dove si prepara e si decide l’incontro definitivo con Gesù. Lo sguardo verso il suo ritorno deve rendere risolutivo il presente di ogni giorno.
La Liturgia ci invita a ripensare il senso della nostra esistenza. Ciò comporta anzitutto entrare in noi stessi, esaminare con sincerità quale posto Gesù occupa nella nostra
vita, nei nostri pensieri, nelle nostre decisioni, nel nostro comportamento morale a livello personale e sociale. Comporta decidersi veramente per Lui. La preghiera più
intensa, il silenzio interiore, la meditazione della parola Dio, l’accostamento al sacramento della riconciliazione e dell’Eucaristia ci aiuteranno a comprendere che vivere da vigilanti in attesa dell’incontro definitivo con Gesù significa vivere da cristiani che ogni giorno si decidono veramente per Lui