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In quel tempo, partito di là, Gesù si
ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che
veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore,
figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli
non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono:
«Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono
stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore,
aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e
gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i
cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro
padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te
come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

COMMENTO
Le due città Tiro e Sidone, nella tradizione biblica, sono associate tra
loro come rappresentanti dei popoli pagani, cioè delle nazioni non
appartenenti al popolo di Israele. Pertanto in questo viaggio di Gesù
nella zona dei pagani si dà un segno della sua missione universale. Il
miracolo compiuto nei confronti di una donna cananea, cioè pagana, è da
vedersi in questa cornice. Ma è interessante mettere in risalto il
colloquio che si svolge tra la donna e Gesù. Alla preghiera supplicante
della donna Gesù dapprima non risponde, sembra addirittura estraneo alla
sua richiesta. Dietro l’implorazione degli apostoli dà una risposta, la
quale concerne la sua missione: questa è diretta alle pecore perdute
della casa di Israele. Anche la missione da lui affidata agli apostoli
prima della risurrezione si colloca in questo contesto: “Non andate fra
i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto
alle pecore perdute della casa di Israele” ( Mt 10,5-6).
Non sappiamo se la donna abbia compreso il pensiero di Gesù; essa
insiste:” Signore aiutami”. Gesù non viene incontro alla sua preghiera;
le risponde in un modo difficile: “Non è bene prendere il pane dei figli
per gettarlo ai cagnolini”. Con l’appellativo “cani” nella tradizione
biblica sono connotati i peccatori, gli avversari, i popoli pagani
idolatri. La donna riconosce i privilegi del popolo di Israele; chiede
di non esserne esclusa. La sua insistenza è contrassegnata dall’umiltà,
dalla fede. Proprio questa fede vince l’apparente resistenza di Gesù.
Egli ne fa un elogio:” Donna davvero grande è la tua fede”. L’episodio
evidenzia il ruolo della fede,quale condizione per l’accoglienza della
salvezza, nonché manifesta l’estensione della salvezza anche ai pagani.
L’universalismo della salvezza sarà chiaro dopo la risurrezione di Gesù.
Il Risorto invia i suoi apostoli in missione nei riguardi di tutte le
nazioni: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque
e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che
vi ho comandato” (Mt 28,18-19).
Il comportamento di Gesù nei confronti della cananea si delinea nella
considerazione che la salvezza è primariamente per i giudei. Egli lo
mette in evidenza nel colloquio con la samaritana (Gv 4,22). S. Paolo
sottolinea nella lettera ai Romani che la salvezza è per chiunque crede,
ma prima del giudeo e poi del greco ( Rm 1,16). Il binomio giudeo -
greco copre la totalità degli uomini. Il “prima“ riferito al giudeo non
contraddice l’universale uguaglianza della salvezza, ma la riconosce
storicamente realizzata. Di fatto la salvezza è stata annunziata prima
ai giudei.
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